MEMORIA E GENETICA

  • Questo topic ha 11 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 anni, 6 mesi fa da GGGGGGGGIUSEPPE.
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      GGGGGGGGIUSEPPE
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      Generalmente si pensa che sia sufficiente acquistare il figlio o addirittura un lontano discendente di un cane per ottenerne il medesimo carattere. Può anche esserci, in questo modo di ragionare, una parte di verità; non certezze assolute.

      Occorre intendersi sul bagaglio genetico: qui offro alla vostra riflessione una prima definizione del concetto; mi aspetto che vostre considerazioni intervengano a meglio precisarlo. Io direi che il bagaglio genetico attiene a quelle informazioni che dalla memoria a lungo termine si sono trasferite nei cromosomi. Quando avvenga detto trasferimento ed a quali condizioni è appunto il terreno di ricerca non solo della nostra speculazione dilettantesca, bensì anche degli studi condotti da quegli addestratori intelligenti e colti che si pongono il problema. Infatti, se con maggiori certezze possono essere valutate le “informazioni” fisiche, quelle caratteriali sono alquanto più sfumate, indefinibili, interpretabili.

      Voglio partire da un esempio: quando gli insegniamo a portarci le pantofole, qualunque cane imparerà facilmente l’esercizio, però è escluso che suo figlio lo ripeta senza che gli venga insegnato. Probabilemte, tuttavia, se i genitori hanno mostrato grande facilità nel recepire l’addestramento, anche il loro figlio evidenzierà analoga disposizione. Allo stesso modo, se un soggetto mostra particolare attitudine e determinazione nella guardia, i suoi discendenti saranno ricercati da chi voglia dotarsi a sua volta di un guardiano incorruttibile. A parer mio può darsi che tale “trasferimento” di attitudini avvenga e può anche non accadere: sarebbe necessario analizzare la genesi dell’attitudine in discorso e riprodurne le medesime condizioni. E’ facile osservare che per certi tipi di attività alcune razze sembrano maggiormente predisposte rispetto ad altre. Tralasciando per il momento considerazioni strettamente connesse con la morfologia, alcune razze canine sembrano propense a manifestare una certa dominanza nei confronti di altri cani; alcune sono molto socievoli con l’essere umano ed altre meno; dei molossoidi per esempio si dice che abbiano una limitata soglia di attenzione per l’apprendimento e, in compenso, una memoria assai più salda. Che dire dei cani da caccia, dei cani da pastore, dei cani da tartufo? Pare certa una loro predisposizione genetica per la funzione cui assolvono.

      Discorso più complesso nell’ambito specifico di una razza. Tutti i Pastori Tedeschi “grigioni” o tutti i Malinois sono adattissimi per le prove di lavoro previste nei famosi brevetti, o per lavorare con le unità cinofile dell’esercito; anche se c’è sempre fra loro quello più bravo, il campione. Ed a questo, appunto, servono le esposizioni: gli allevatori cercano per le proprie femmine la monta del campione, nella speranza di ottenere cuccioli simili al padre.

      Nel Cane Corso la variabilità genetica rende queste considerazioni particolarmente difficili ed interessanti. Basta leggere in questo forum per vedere come ci sia grande difformità caratteriale fra i nostri cani. In qual misura tali differenze discendono dalla genetica? Quanto sono indotte dall’educazione? E l’alimentazione gioca o no un suo ruolo?

      Dite la vostra…

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