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LA LEISHMANIA

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Assai più pericolosa della filariasi e la leishmaniosi, anche perché al momento non esistono vaccini o validi protocolli terapeutici che garantiscano un’azione leishmanicida. Ci sono stati e tutt’ora sono in corso studi orientati alla soluzione del problema, tuttavia attualmente i trattamenti contro la leishmaniosi conclamata sono spesso lunghi, costosi e purtroppo in troppi casi inefficaci. L’unico vero strumento per combattere questo tremendo parassita è ancora una volta la prevenzione. Il portatore della leishmania non è esattamente la zanzara bensì il Phlebotomus papatasii, detto comunemente “pappatacio”. Appartiene allo stesso ordine delle zanzare, cioè quello dei ditteri, ma differisce da lei per dimensioni, il pappatacio è molto più piccolo e per colore, verde.
Contrariamente alle zanzare il pappatacio ha un volo molto silenzioso. E’ particolarmente diffuso nell’Italia centro-meridionale. La trasmissione della leishmania è simile a quella della filaria: il pappatacio infetto punge l’animale per la sua necessità di alimentarsi con il sangue e in questo modo trasmette il parassita. I sintomi principali di questa malattia sono caratterizzati da manifestazioni a carico della cute (lesioni crostose, pelo opaco, perdita del pelo, presenza di forfora sul mantello). Ma si manifestano anche sintomi di ordine generale: il cane perde di peso anche se continua a mangiare, si stanca facilmente, possono verificarsi episodi di vomito,epistassi (perdita di sangue dal naso), febbre, aumento di volume dei linfonodi e della milza, problemi oculari, poliartrite (l’animale sente dolore alle zampe).
Nel caso in cui anche i reni dovessero essere colpiti, il cane manifesterà un aumento della sete con conseguente aumento della produzione di urina. Bisogna però tenere conto che a complicare la diagnosi esistono anche casi in cui, dopo il periodo di incubazione, l’infezione può fare il suo decorso anche in forma asintomatica, cioè senza alcuna manifestazione apparente. Il periodo di incubazione può variare da un minimo di un mese fino ad un massimo di quattro anni.
In caso di infezione la rarefazione del pelo si manifesta soprattutto la testa del cane, in particolare i padiglioni auricolari, le zone intorno agli occhi, il dorso del naso, il collo. Ma non solo spesso si può notare anche in prossimità dei gomiti e dei garretti, sulla base e sulla punta della coda e in generale sugli arti. Col passare del tempo le zone colpite divengono piùestese e, dalla semplice rarefazione, si può passare all’alopecia (o all’ipotricosi) più o meno diffusa.
La leishmaniosi colpisce soprattutto i cani adulti (da 1 a 11 anni con una frequenza particolare tra i 3 e i 7 anni) e che vivono in ambiente extradomestico (il 72,4% dei cani colpiti vive prevalentemente all’aperto). Sono piuttosto modeste le infezioni dei cani di piccola taglia e di quelli anziani.
Come abbiamo detto il modo migliore per affrontare la leishmania è la prevenzione. Considerando l’urgenza dell’intervento in caso di infezione è consigliabile, soprattutto se si abita nelle regioni centro-meridionali dove più è diffuso il problema, due controlliveterinari annuali (tendenzialmente in maggio e in novembre). E’ inoltre opportuno tenerepulita la cuccia e trattarla periodicamente con prodotti insetticidi specifici e anallergici. Inoltre esistono prodotti in commercio (gocce, collari, ecc.) molto efficaci per tenerelontani i pappataci dal cane.
Tali prodotti sono assolutamente obbligatori quando si abita o ci si reca per vacanza in zone a rischio.

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