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Una Vita dedicata alla Ricerca del cane Corso: ricordi di tradizioni di famiglia

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Tratto dal 1° Convegno Nazionale
CIVITELLA ALFEDENA – 16/17 Giugno 1990

Il Cane Corso
Caratteristiche e contributi per la definizione dello standard.

Vito Indiveri
Allevatore di Cani Còrso

 

Discendo da una famiglia in cui si praticavano mestieri ormai scomparsi. Infatti mio nonno era un carrettiere e come lui anche suo padre e i suoi fratelli. Essi commerciavano anche in cavalli fino al momento in cui la moderna tecnologia li ha costretti a cambiare mestiere.
Spesso, quando ci ritrovavamo in famiglia, si raccontavano episodi vissuti con i cavalli e con quei fedeli cani che non li lasciavano mai. Con la parola cane, intendo riferirmi al «Cane Còrso di cui mio nonno possedeva vari soggetti che, ogni tanto, scambiava con cani di altra gente allo scopo di migliorare la razza. Sin dal quarantesimo giorno di vita i cuccioli venivano abituati in mezzo ai cavalli cosicché tra questi animali si stabiliva un legame che si consolidava sempre più. Alcuni cani venivano sistemati a guardia nei cortili, altri sistemati nelle stalle e altri ancora erano destinati ad accompagnare il padrone, viaggiando con lui anche per intere settimane perché, il viaggiare allora, era molto difficoltoso. Si viaggiava senza sosta, si mangiava un tozzo di pane e si pernottava dove capitava. Il padrone e il cane in questo modo diventavano un’unica cosa perché, era lui, il cane, il solo ad occuparsi dell’uomo, a vigilare su di lui e a difendere ciò che trasportava.
In una situazione del genere tra cane e padrone si stabiliva un vero e proprio feeling di amicizia e gratitudine. A questo punto vorrei raccontare un episodio vissuto da me in primissima persona. Ouando nacqui, essendo il secondo figlio maschio, mio padre volle fare un di festa, però le condizioni economiche non glielo permettevano. Lui allora, con il solo aiuto di due cani corso, riuscì a portare un bel branco di cavalli al mercato di Martina
Franca per venderli. Questi due cani sono rimasti a casa mia per parecchi anni ed io ne ho
un vago ricordo.
Gli anni però sono passati, mio padre cambiò mestiere e questi cani li persi di vista, fino a circa una quindicina d’anni fa.
Faccio il venditore ambulante e viaggio molto e giungo nelle case piu remote ed isolate della Puglia, Lucania, Calabria e Molise, ed è stato qui che ho ritrovato Ciò che avevo perduto cioè il Cane Còrso. All’inizio non pensavo che fosse possibile recuperare questa razza perché non sapevo a chi rivolgermi. Di fama, avevo sentito parlare del dottor Morsiani perciò, diversi anni fa, ad un’esposizione canina svoltasi a Bari, mi avvicinai al dottor Morsiani. Gli parlai di questa razza e lui si mostrò piuttosto interessato; mi dis-
se che già al Nord c’era un gruppo di appassionati che si interessavano a questa razza. Quindi, senza perdere altro tempo, mi misi in contatto con questa gente. Feci il censimento della razza fotografando numerosi soggetti indicando i loro proprietari e indirizzo. organizzando il primo raduno di soggetti rustici.
Contemporaneamente portai un po’ d’entusiasmo nei proprietari, incitandoli a fare nuovi accoppiamenti. Alcuni esemplari li ho presi per me e sono orgoglioso di dire che ho formato un piccolo allevamento a scopo amatoriale. Attraverso la mia conoscenza diretta, giorno per giorno, con l’aiuto di gente piuttosto anziana, ho accumulato una certa esperienza; e sono in grado di affermare che il punto in comune con tutti i cani appartenenti a questa razza è la lieve convergenza e il leggero prognatismo. Nei soggetti più tipici notavo l’occhio in posizione piuttosto avanti. Queste mie affermazioni derivano non solo dalla mia personale esperienza ma anche dalle conferme che mi sono state date nelle lunghe ore trascorse con gli anziani proprietari.
Anche se la ricerca di questa razza non è stata semplice, io sono contento dei risultati raggiunti perciò l’augurio più sincero che posso fare a me stesso e a tutti gli amatori del Cane Còrso è che la razza raggiunga presto il riconoscimento e che si diffonda in modo notevole come giustamente si merita.

Vito Indiveri

Copyright Editrice L’ Orsa S.R.L. 1990

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1 COMMENTO

  1. Leggendo questo articolo ho i brividi….perchè da qui…si inizia a concepire il cane corso come cane prognato…
    Da qui…in poi…alcuni scellerati allevatori iniziarono ad accoppiare il cane corso con il boxer…con tutte le patologie ereditarie annesse e connesse a quella razza….prognatismo incluso….
    Da qui in poi…si andrà a definire lo standard di razza…che andrà ad includere questo abominio.

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